Chi sono i pittori Dolfo 2018-05-18T15:42:34+00:00

Forse tu non sarai ancora un genitore, ma di sicuro sei stato un figlio. Quante volte i tuoi genitori ti hanno spronato a diventare come loro o assomigliare a quell’uomo o donna che si immaginavano?

Scopri come un figlio ha seguito
le orme del padre, grazie ad un semplice gesto che
gli ha aperto gli occhi su ciò che
avrebbe fatto da grande

Tutto è cominciato con la storia di un uomo, circa quarantanni fa. Con qualche bidone di colore, pochi pennelli spelacchiati e tanta forza di volontà, iniziò a ricreare ciò che la gente immaginava e sognava. Cercava di capire la richiesta delle persone, e ricreava questi pensieri su delle semplici pareti.

La cosa che gli piaceva fare di più era dipingere una parete con effetti straordinari. E non gli importava che il sogno della persona che viveva in quella casa fosse così strano. Voleva dar vita ai mille colori che le persone avevano immaginato nella loro testa!

Quando creò l’azienda, non poteva sapere quanto questo lavoro potesse diventare importante per lui. La sera, soprattutto d’estate, si sedeva in terrazzo e fantasticava sul suo futuro. La cosa in cui sperava più di tutto è che i suoi due bambini, una volta diventati grandi, iniziassero a lavorare con lui per realizzare i sogni delle persone.

Molti pensano che le orme del padre vadano seguite senza discutere e contro i sogni dei propri figli.

Ma non è questo il caso.

Per dirti chi sono, voglio raccontarti una storia…la mia storia.

Quando ero piccolo abitavo in un condominio.

La cosa più bella era, appena tornato a casa da scuola, poter scendere sotto casa a giocare con gli altri bambini. Per me non esisteva nulla di più interessante (nemmeno i compiti di scuola purtroppo!).

Alcune volte poi capitava che, ormai buio, risalissi a casa per cena e trovassi i miei genitori a discutere di come la vicina del piano, l’anziana e allegra signora Maria, facesse un uso così “aggressivo” della tv…

Povera, era alquanto sorda, viveva sola e la sua unica compagnia erano i giochi a quiz su rai uno. Quindi il volume era sempre alto. A me poco interessava, la signora Maria ogni volta che mi incontrava sulle scale mi dava le caramelle, non mi serviva altro.

Oppure le briciole in terrazzo. Per me erano dei ghiotti bocconi da dare in pasto alle formiche del giardino, mentre per i miei genitori facevano parte dell’ennesima scrollata di tovaglia da parte dei vicini maleducati del piano di sopra.

Chissà quante altre cose li infastidivano e che io non capivo.

Per me era tutto un gioco.

Presto però sono arrivati gli anni dell’adolescenza, e con essi anche la consapevolezza di essere diventato grande. A quel punto ho iniziato a prendere coscienza di come i ragionamenti dei miei genitori avessero senso: una tv era diventata davvero fastidiosa se tenuta a tutto volume, le briciole sul terrazzo si erano trasformate in una mancanza di rispetto, etc. etc.

Ah, mi sono dimenticato di dirti che mio padre all’epoca era già un pittore edile. Come in tutti i condomini, anche il nostro aveva bisogno ogni tanto di una “rinfrescata”, ma mio padre non ha mai voluto metterci mano, lasciando che se ne occupassero delle ditte esterne, ovviamente scelte all’unanimità da tutti gli inquilini.

Perché non ha mai voluto intervenire sul condominio in prima persona?

Per due motivi.

Uno: mio padre non ha mai accettato dei favoritismi, mi ha sempre insegnato che il lavoro ed il successo vanno meritati in base a quanto si è bravi a fare un determinato mestiere.

Due: voleva evitare che per qualsiasi piccolo imprevisto, anche il più stupido, le persone gli suonassero il campanello di casa mentre desiderava passare un po‘ di tempo con la sua famiglia dopo aver lavorato per 12 ore filate.

Un bel giorno però capita un fatto spiacevole che nessuno si aspettava.

Anche se a dire il vero, si poteva prevedere.

La squadra di imbianchini della ditta che si era occupata di fare i lavori (sempre la stessa dell’ultima volta, visto che ci eravamo trovati bene) se n’era andata ormai da un paio di settimane.

Durante la loro permanenza, qualcuno del condominio si lamentava di:

  • Un vero e proprio campo di battaglia con tantissimi cumuli di calcinacci che ci costringevano a guardare sempre dove mettevamo i piedi per evitare di inciampare;
  • Bidoni di pittura, sacchi, materiali di lavoro sparsi per tutto il giardino senza contare l’immondizia lasciata in giro come se non esistessero i sacchetti;
  • Erano talmente mal organizzati che hanno concluso i lavori 27 giorni dopo la data di consegna.

Ma queste cose sono niente in confronto a quello che abbiamo scoperto dopo 15 giorni dalla loro partenza…

La sporcizia e i calcinacci a cui nessuno aveva dato gran peso era diventata un problema serio. come potevamo smaltirli? E oltre a questo, un giorno sfortuna vuole che un bambino cada proprio sopra ad un pezzo di muro abbandonato e si squarcia un ginocchio.

Madonna santa. Dovevamo farli sparire prima possibile.

I netturbini però, si rifiutavano categoricamente di portarseli via.

Dopo questo questo infortunio, molti condomini decisero di controllare accuratamente tutto il condominio e scoprirono delle cose assurde.

Interi pezzi di muro del sottotetto erano ancora impregnati di muffa e in alcuni punti si stava addirittura scrostando, fatalità nei punti dove è più difficile vedere i difetti!

I miei genitori e l’intero condominio era sconvolto. Nemmeno l’amministratore, convocato per accertarsi dei fatti, riuscì a parlare e dare una sua opinione. Da quel momento, la vita condominiale diventò ancora di più un continuo parlare, discutere e litigare su chi avesse sbagliato a scegliere quei pittori maldestri o come si dovesse risolvere la questione.

I miei vicini non si mettevano d’accordo, quindi mio padre un giorno è tornato a casa con uno dei suoi camion e iniziò a pulire l’intero giardino senza chiedere soldi a nessuno (penso sarebbero ancora lì altrimenti).

Oltre a questo ha deciso che da quel giorno si sarebbe occupato personalmente di tutte le attività di pittura del condominio. Ovviamente se fossero stati tutti d’accordo.

Il condominio accetta di buon grado.

Era diventato per tutti un piccolo (ma per me grande) eroe.

Quello è stato il giorno in cui ho deciso cosa volevo davvero fare da grande.

Dovevo diventare a tutti i costi come mio padre. Volevo rendermi utile per gli altri, volevo dipingere quanti più condomini possibili, uno diverso dall’altro, coloratissimi, che esprimessero gioia per chi ci vive e sicurezza negli spazi comuni per i bambini che giocano spensierati.

Sono passati molti anni da quella volta, ma la ricordo come fosse successa ieri. Ero ancora molto piccolo per poter aiutare mio padre in cantiere, ma in cuor mio, avevo già deciso cosa fare da grande.

Decisi di frequentare l’istituto statale d’arte “Enrico Galvani” di Cordenons diventando un “maestro d’arte” nel 2002 e due anni più tardi in arti della grafica pubblicitaria e fotografia. Ma in tutto il mio percorso di studi, aspettavo con ansia che arrivasse giugno.

Non vedevo l’ora che arrivasse l’estate per andare in cantiere con mio padre. Mentre tutti gli altri miei amici erano in vacanza, io ero il suo garzone, sempre lì a pulire le attrezzature e a fare tutto quello che mi veniva chiesto!

Uscito dalle superiori, decisi di specializzarmi.

Iniziai a lavorare per dei decoratori specializzati nel restauro di chiese e quindi di opere antiche, e nei 5 anni trascorsi ho potuto vedere e toccare con mano materiali naturali (ma molto delicati) ed imparare tecniche di decorazione usando strumenti prima a me sconosciuti.

Infine, nel 2009, io e mio fratello Omar abbiamo deciso di rilevare l’azienda di nostro padre per continuare la sua missione. Ancora oggi è lì con noi che osserva come procedono i cantieri, con lo stesso occhio critico di sempre, per aiutarci a raggiungere sempre il massimo del risultato.

Insieme a lui continuiamo a realizzare i sogni delle persone, superando sempre ciò che ci veniva chiesto per lasciare stupite le persone che ammirano la loro nuova casa.

Vieni a trovarci nel nostro showroom e raccontaci la tua storia da dipingere sulle pareti di casa!

Cosa dicono di noi

“Ci siamo subito sentiti talmente bene nelle loro mani, che non ci è neanche passato il pensiero di chiedere un’offerta ad altri”

STEPHANIE • PRIVATO, Ascolta la testimonianza

“Conosco la ditta Dolfo da cinque anni e, ad oggi, con i cantieri che abbiamo fatto non abbiamo mai avuto problemi con il cliente finale. Noi siamo costretti come amministratori di condomini ma so che se viene consegnato a loro sono rincuorato perché so che non ci saranno problemi.”

ARMELLIN • AMMINISTRATORE CONDOMINIALE, Ascolta la testimonianza

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